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Ceppo 69 – Federico Italiano vince il Ceppo Selezione Poesia

Federico Italiano vince il Ceppo Selezione Poesia. La motivazione di Michele Bordoni, membro della Giuria Letteraria.



Federico Italiano vince il Premio Ceppo Selezione Poesia 2025 con “La grande nevicata” (Donzelli, 2023) per la sua poesia dettagliata, paziente e fiduciosa del fatto che la scrittura abbia ancora un compito da svolgere in questo periodo storico. Italiano offre una visione vasta e articolata dei minimi particolari della memoria, sia quella personale che quella dei documenti (“ti ho cercata nel fondo di questa memoria / non mia”), sia del primo assaggio infantile di una barbabietola (“innervosito ammasso purpureo,/ scintillante, vibrante/ come oloturia in un acquario,/ grondante sangue o qualcosa di rosso”) che quella del resoconto della morte di Gogol (“Lo trovarono a faccia in giù, inclinato”). L’esercizio di decongelamento dal “permafrost / della memoria” non è sterile musealizzazione ma rimessa in circolo di quanto tende a rimanere sommerso dal candore asettico del silenzio. Ungarettianamente (anche se la forma è tutta montaliana, del Montale dei Mottetti), Italiano va a ripescare i resoconti del passato, li offre alla pagina nella convinzione che la condivisione sia l’unico mezzo di salvataggio dall’oblio.

È questa cura, questa “attenzione” (nel senso che Simone Weil dà al termine come “forma più pura della generosità”) che fa del libro di Italiano un grande libro di poesie: l’affetto legato al ricordo non si trasforma in nostalgia, in elegia, ma si attenua su un tono conviviale, ammiccante e leggermente ironico che rende grazia (ancora con Weil) a quello che è sprofondato nella neve del ricordo. È, insomma, un atto di rispetto per le cose, per l’immaterialità del vissuto, per l’impossibilità di esprimersi su tutto quello (e su tutti quelli) che non ha parola e che purtuttavia può ancora affidarsi a un custode che ne noti le marche di esistenza, ne segua le minime variazioni. “Onestamente non so cosa ci / facciano coi miei dati, se laggiù ancora capiscano il codice / Morse” si chiede l’addetto alla misurazione del meteo sullo stretto di Bering, l’uomo più solitario del mondo che Italiano sceglie come suo alter ego nel libro, “ma io non ho mai perso un rilevamento”.