VENERDÌ 13 MARZO 2026 • ORE 17.30 – Pistoia • Libreria Lo Spazio, Via Curtatone e Montanara 20/22 Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio. Partecipano gli studenti del Liceo Petrocchi per il CEPPO RACCONTO PODCAST di Walter Tripi. Interviene Matteo Moca, giurato del premio. Letture di Stella Paci per il Ceppo Ad alta voce. Diretta streaming sul canale Facebook Premioceppo.
SABATO 14 FEBBRAIO 2026 • ORE 10.00 . Pescia • Fondazione POMA Liberatutti, Piazza San Francesco. Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio con Alberto De Magistris e Matteo Moca, giurato del Premio.
Per il ciclo “3+3 racconti esemplari dei vincitori del Ceppo Biennale Racconto 2026”. “Le scarpe rotte” di Natalia Ginzburg: lezione di MATTEO TERZAGHI, Premio Selezione Ceppo Racconto e Finalista al Ceppo 2026 con il libro “Manuale del fosforo e dei fiammiferi” (Quodlibet 2024).
LEZIONE SU NATALIA GINZBURG DI MATTEO TERZAGHI
Nell’incontro il terzo finalista al Premio Ceppo Racconto 2026, sarà interessante approfondire cosa lega Natalia Ginzburg a Matteo Terzaghi. Infatti, il racconto “È così che si fa” verrà da lui messo in relazione con “Le scarpe rotte” (1945) di Ginzburg.
In una mail inviata al presidente del Premio dichiara: “ ‘Le scarpe rotte’ di Natalia Ginzburg è un frammento autobiografico fatto di quasi niente ma perfettamente compiuto. Nella loro concretezza, le scarpe del titolo indossate dalla narratrice, suscitano ricordi di infanzia, chiacchiere e sogni per il futuro. Forse mi sbaglio, ma in alcuni punti la pacata allegria del racconto sembra rovesciarsi in pura disperazione, anche se l’allegria rimane più forte.”
La forma letteraria dei manuali (modi d’uso del mondo sempre un po’ avventurosi e farneticanti), la fiamma di breve durata dei fiammiferi (da cui, come in un celebre racconto di Jack London, può dipendere la vita di un uomo) e le preoccupazioni e le fantasie dell’infanzia che si prolungano nell’età adulta sono gli elementi di un “libro di lettura” scandito in una serie racconti con personaggi quanto mai bizzarri: un eremita che trasforma un bosco in una grande enciclopedia all’aperto, la collezionista di sassi Gambetta e il suo vicino di casa, il signor Abicì, un direttore d’orchestra senza orchestra, lo studente Louis alla deriva nello spazio, il pittore Degas che si ribella alla presagita dittatura del telefono, il bibliotecario Borges che in ogni suo libro ne “indica tanti altri di tutte le epoche e le lingue”, una farmacista che racchiude tutta una vita in un pacchetto di medicine, ambulanti, portalettere e gnomi della posta, senza dimenticare lo scrittore pistoiese, prematuramente scomparso, Maurizio Salabelle.
Editor e critico letterario, Matteo Terzaghi (Bellinzona, Canton Ticino, 1970) è scrittore svizzero di lingua italiana al suo terzo libro di racconti. Come scrive Matteo Moca, giurato del Premio, “proseguendo il discorso iniziato con le raccolte Ufficio proiezioni luminose, immagini che dalla memoria si trasformano in una galleria di visioni, e La Terra e il suo satellite, una serie di frammenti di esistenza in cerca di sistemazione, in Manuale del fosforo e dei fiammiferi muove dall’affascinante forma letteraria dei vecchi manuali Hoepli con copertina telata di inizio Novecento per riannodare i ricordi d’infanzia con l’età adulta, o meglio i dubbi e le domande del bambino con le risposte che offre, o dovrebbe offrire, il mondo adulto. Questo premio riconosce la capacità di Terzaghi di plasmare piccole storie dal respiro prodigioso, proseguendo in questo una tradizione che unisce Franz Kafka e Peter Altenberg, Robert Walser e Jorge Luis Borges”.