Loretto Rafanelli vince il Ceppo Poesia Pistoia Capitale della poesia. La motivazione di Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente della Giuria Letteraria.

Loretto Rafanelli vince il Premio Ceppo Pistoia Capitale della Poesia 2025 per la sua poesia che pur facendosi paradossalmente più prossima al silenzio e alla rarefazione, si rivela come testimonianza di una profonda esperienza umana e di una autentica ricerca poetica: è una “vita che dice di tante vite”, per riprendere un suo verso, vite essenziali e scabre come quelle del suo Appennino Tosco-Emiliano. Il silenzio, l’attesa e il viaggio sono le parole chiave della sua poesia, nella quale la memoria e la storia sono al centro. Lo dimostra la sua auto-antologia Lo sguardo senza fine. Poesie scelte 1984-2024 (Jaca Book), che in realtà è un nuovo libro diviso in quattro sezioni, che non procedono cronologicamente dalle cinque raccolte pubblicate nel giro di quarant’anni (1987-2021) ma seleziona dei paradigmi, con alcuni inediti, che caratterizzano tutta la sua opera, riannodando i fili di un lungo itinerario di scrittura. Come ha scritto Roberto Mussapi che ha accompagnato l’uscita di tutti i suoi libri editi da Jaca Book, “la poesia di Loretto Rafanelli si è sempre incentrata su un nodo tragico: esilio, solitudine, necessità della voce.” Ma fin dall’inizio Giorgio Barberi Squarotti aveva ragione nel dire che “La poesia di Rafanelli ha un tono misterioso, umbratile, di strenua inventività, cupa e impietosa”, mentre Maurizio Cucchi scrive che la sua poesia “si muove su strade personali, tra il roccioso e il fluido, tra il dolente-esistenziale con forti accensioni e la testimonianza civile… è sempre presente, a garantirne ulteriormente l’autenticità, la forza dei luoghi e dei paesaggi, capaci di generare a loro volta immagini e infinite suggestioni”.