6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Gina Lagorio

Anno di Vittoria: 38ª edizione 1994

Categoria di Vittoria: Racconto

Titolo dell’opera: Il signor Pietro

Motivazione: Il racconto premiato è paragonabile a una piccola e nostrana Morte di Ivan Ilič, l’indimenticabile racconto di Tolstoj. La morte imminente stavolta è vista riflessa nella pietas commossa del la visitatrice assidua e soccorrevole del personaggio segnato dal suo destino, ma descritto col pudore del suo destino, in un crescendo diaristico di piccoli fatti, quasi per addizione di quello che non si può dire in quello che si dice. L’evento che matura fatale e sottaciuto, o meglio taciuto ma detto per sottintesi, mentre si rompe un po’ per volta il guscio di diffidenza del Signor Pietro, coinvolgendolo in un affidamento pieno di pudore all’ineluttabilità del suo destino, ha come controcanto, in filigrana, proprio l’azione di comprensione e di tenerezza, seppur contenuta, della visitatrice, per cui il dono è reciproco, di amore desolato al mistero dell’esistenza. La conclusione ben racchiude, in un interrogativo rimorso, questo tenero sguardo sull’ineluttabilità del destino umano… Il dono al figlio del Signor Pietro del giradischi e della cassetta della Traviata, dopo la morte del padre che a quella musica a lui prestata dalla visitatrice aveva addolcito quello che non si può dire nemmeno a sé stessi – in un unisono quasi consolatore e dell’azione della vita sulla morte e della morte sulla vita – finisce per essere il simbolo di un perdono racchiuso nella stessa povertà dell’esistenza che par trovare la sua più ascosa ricchezza proprio in quella povertà. E il segno che un barlume del dicibile brilla nell’indicibile, un barlume del fattibile si è insinuato nell’infattibile da parte dell’uomo. La giuria è lieta di segnalare… la maturità umana trasparente per sottili filigrane raggiunta nel messaggio di uno scrittore.

(di Piero Bigongiari)

Breve biografia: Gina Lagorio, pseudonimo di Luigina Bernocco (nata a Bra il 18 giugno 1922 e morta a Milano il 17 luglio 2005), è stata una scrittrice, anglista e politica italiana. Dopo la formazione universitaria, si dedicò alla letteratura e al giornalismo, collaborando con riviste e lavorando anche nell’ambiente editoriale. Ha adottato il cognome Lagorio dal primo marito Emilio Lagorio, con cui mantenne il nome d’uso letterario per tutta la carriera. La sua produzione narrativa affronta temi legati alla memoria, al paesaggio e all’identità femminile, con una forte attenzione alla dimensione civile della scrittura. Tra le sue opere più note si ricordano La spiaggia del lupo (Garzanti 1977), Tosca dei gatti (Garzanti 1983) e Golfo del paradiso (Garzanti 1987). Fu deputata al Parlamento italiano per il gruppo Sinistra Indipendente dal 1987 al 1992.

Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Gina_Lagorio