Il Premio Internazionale Ceppo piange la scomparsa di Francesco Guccini, voce irripetibile della canzone d’autore e della letteratura italiana.
Nel 2008 gli conferimmo il Premio Ceppo Natura per l’intera sua opera letteraria, iniziata nel 1989 con “Cròniche epafaniche”, poi nel 2019 per il suo libro “Canzoni” a cura di Gabriella Fenocchio (Bompiani).
Negli anni abbiamo avuto il privilegio di incontrarlo e di rendergli omaggio a Pistoia tante volte, anche in virtù del forte legame con il Presidente Paolo Fabrizio Iacuzzi, editor di molti suoi libri.
Con Francesco Guccini scompare un maestro della parola, capace di trasformare le storie individuali e collettive in coscienza, poesia e canto. Restano i suoi versi, i suoi libri, la sua ironia e il suo sguardo libero: un patrimonio che continuerà a parlare alle generazioni.
Dall’intervista al Presidente Paolo Fabrizio Iacuzzi
(editor di Francesco) per “La Repubblica”
1
LA NATURA
«Era un letterato e l’ultimo dei grandi umanisti. Aveva grande amore per la scienza e il suo più grande insegnamento è stato però quello della natura.»
2
L’UMORISMO
«Lo abbiamo concluso il 23 luglio ed è in uscita a settembre. Glielo ho riletto tutto al suo capezzale. Lui rideva, parlavamo delle correzioni. Si ricordava tutto.»
3
L’ULTIMO SALUTO
«In questo libro c’è una specie di visione testamentaria di Guccini: lui pensa alla protagonista distesa sul fiume Reno e immagina di rivedere tutti i suoi luoghi, dalla sorgente fino al mare. È l’ultimo saluto che fa alla sua terra, rinominando gli animali, le piante con i termini pavanesi.»
4
IL CANTASCRITTORE
«Guai se uno osava chiedergli delle canzoni: lui chiudeva il discorso. Non gli interessavano minimamente. Non voleva essere accreditato come cantautore, ma come scrittore. Era andato oltre.»
5
LA LINGUA
«Lui diceva di aver dedicato una prima parte di vita alle canzoni e poi ai racconti. Ma la sua lingua è sempre stata letteraria, con una cura maniacale per il verso.»
6
LA PAGINA BIANCA
«Le canzoni le scriveva a mano, i libri con il computer, uno strumento che lo ha spinto a scrivere, perché un po’ di paura per la pagina bianca lo ha sempre avuto. E il computer lo ha facilitato.»
7
L’ELABORAZIONE
«Aveva una rara capacità in questo, perché scriveva quando aveva una storia da raccontare e l’elaborazione era già nella mente. Sulla pagina arrivavano poche correzioni. Ed era un grande inventore della lingua.»
8
PAVANA
«Pavana dovrebbe avere il nome di Guccini: è stato l’interprete di questo luogo e la sua scrittura costruita su questa gente, sull’Appennino, sul Reno. Aveva una visione precisa di questo mondo che non era né Emilia-Romagna né Toscana, ma una Repubblica a sé. E lui ne è stato il fondatore.»
9
L’INTELLIGENZA CRITICA
«Avrebbe potuto fare l’assistente di Ezio Raimondi all’Università: aveva un’intelligenza rara e critica, con una costante ricerca sulla lingua.»
10
GLI ULTIMI
«Non era interessato solo alla trama, ma anche alle creature, ai personaggi, che sono sempre stati gli ultimi, gli sfortunati, gli immigrati. Non ha mai scritto di nobili o signori: ha sempre pescato nella letteratura popolare, anche se non era uno scrittore popolare. Ma un colto. Però ha saputo essere un maestro per tanti.»
Qui sotto alcuni dei momenti vissuti durante le varie edizioni del Premio Ceppo.
La playlist completa dei video di Francesco Guccini con noi.
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