Anno di Vittoria: 62ª edizione 2018
Categoria di Vittoria: Racconto under 40
Titolo dell’opera vincitrice: False coscienze. Tre parabole degli anni zero,Bompiani, Milano 2017
Motivazione: Matteo Marchesini vince il Premio Ceppo Racconto Under 40 con False coscienze per la facilità con la quale il punto di vista del narratore passa da una valutazione oggettiva dei fenomeni e delle scene di realtà rappresentati a una torsione espressionistica e dunque tutta soggettiva che quegli stessi scenari producono nelle psicologie ipersensibili, ipercritiche e talvolta iperfragili dei protagonisti che animano i suoi tre racconti lunghi e che, in linea di massima, possono ricondursi a un unico alter ego dello scrittore.
È proprio questo crinale sottilissimo fra un fuori e un dentro a venir poi di norma spezzato da svolte drammatiche e colpi di scena, capaci di assicurare al ritmo lento della narrazione uno sviluppo aperto a procedure da un lato di vera e propria suspense, dall’altro di persistente, sottintesa ma non troppo, intenzione metanarrativa che fa coincidere il “dire” con un’esperienza di perdita: del sé, dell’amore e della memoria.
Dopo il romanzo di successo Atti mancati, Marchesini è oggi autore di “tre parabole” riunite dalla comune ambientazione in una Bologna “sporca e scura” (aggettivi presumibilmente d’autore), nell’unità temporale degli Anni Zero. “Ognuno che si esprime, si perde”, recita in italiano l’exergon veneziano che il libro affida a Giacomo Noventa, e la sentenza può essere considerata come l’autentico Leitmotiv di questi esercizi narrativi.
Il men che quarantenne Marchesini, per diversi suoi coetanei (ma non solo) già un solido maestro di pensiero, esprime un talento polimorfo e plurivoco. I suoi tavoli di lavoro, come quelli di Pascoli, sono almeno tre: quello del critico letterario militante, che scrive su diversi giornali ed è ben presente su Radio Radicale e in Rete; quello del poeta e quello del narratore che abbiamo sott’occhio.
(di Ilaria Tagliaferri)
Breve biografia: Matteo Marchesini (nato a Castelfranco Emilia il 4 settembre 1979) è un poeta, saggista e critico letterario italiano. Laureato in Filosofia, vive a Bologna e svolge attività di giornalista e saggista, collaborando con testate come “Il Foglio”, “Il Sole 24 Ore” e “Radio Radicale”. Tra il 1999 e il 2003 ha gestito una libreria e ha partecipato alla redazione dell’Annuario critico sulla poesia italiana. Ha inoltre curato collane editoriali e preso parte a progetti legati alla diffusione della letteratura contemporanea. La sua produzione comprende narrativa, poesia e saggistica. Tra le opere principali si ricordano Atti mancati (Voland 2013), candidato al Premio Strega, le raccolte poetiche Marcia nuziale (Scheiwiller 2009), Cronaca senza storia (Elliot 2016) e Scherzi della natura (Valigie rosse 2022), oltre ai saggi Da Pascoli a Busi (Quodlibet 2014) e Casa di carte (Il Saggiatore 2019). La sua scrittura si caratterizza per un forte approccio critico e una riflessione sulla letteratura contemporanea e sul ruolo degli intellettuali.
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