1-24 ottobre 2026 Fondazione Poma - Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Valerio Magrelli

Anno di Vittoria: 67ª edizione 2023

Categoria di Vittoria: Pistoia Capitale della Poesia

Titolo dell’opera vincitrice: Alla carriera

Motivazione: Valerio Magrelli vince il Premio Ceppo Pistoia Capitale della Poesia 2023 per la sua intera opera in versi e in prosa, saggistica e narrativa. Il suo esordio folgorante in versi, Ora serrata retinae (Feltrinelli 1980), ha cambiato completamente la vita e le coordinate di riferimento culturale e compositivo della poesia italiana, quale fino ad allora si era andata delineando, e soprattutto con lui è cambiata la prospettiva della poesia, nella quale fino ad allora imperava il verbo della Neoavanguardia. Per la prima volta in quel libro il soggetto, che vi si descriveva come “corpo attivo in scena”, parlava anche a nome di una generazione poetica (quella dei nati fra il 1955 e il 1965, lui romano del 1957) che avvertiva come bruciante la necessità di ricollocare ideologia e metalinguaggio in un quadro percettivo vasto, che per l’appunto non escludesse dal discorso e dalla rappresentazione il corpo scientificamente notomizzato del soggetto in campo (il suo cervello, soprattutto, al modo di un Gottfried Benn). Inoltre, si avvertiva profondissimo il bisogno di restituire alla poesia un orientamento comunicativo, semanticamente perspicuo. Così, l’allegoria dello sguardo miope che domina quel suo primo libro produceva un’oscillazione ampia e dialettica tra guardare e vedere, senza più alcuna barriera ontologica fra mondo e pagina, stato di veglia e sonno/sogno, parola e silenzio, vita e pensiero, quaderno che trattiene di notte la parola e stanza o atto della scrittura. L’occhio assume così una funzione di soglia, nella sua struttura fisiologica e nel suo destino di far diventare idea l’oggettività del mondo e dei corpi che lo abitano. Nel creare un mondo che non è solo realtà descrittiva, oggettivamente percepibile coi sensi comuni, la parola poetica può costruire una prospettiva pittorica, con la sua fisionomia multiforme e multanime, che fa interagire musica e pittura, logos e istinto drammatico-dialogico. Alla poesia è dunque concesso di creare uno spicchio di mondo più autentico dell’esperienza vissuta e fuggitiva, un quadro di realtà strutturato da una “cornice”, in cui l’atto del nominare – per esempio – un coniglio in fuga lo sottrae all’illusorietà dell’istante effimero per consegnarlo a una dimensione figurale dotata di profondità e prospettiva, perfetto fotogramma in miniatura. L’esito ultimo di Exfanzia (Einaudi, 2022) può venir letto come una preziosa quintessenza dei temi dominanti dell’ormai più che quarantennale storia poetica di Valerio Magrelli, con un’attenzione ancora più specifica ai giochi di parole e ai motti di spirito, fra paronomasie, allitterazioni, false etimologie, figure di significante sempre più indipendenti dalla coerenza semantico-narrativa degli enunciati. Il tema dell’infanzia si congiunge così con quello opposto dell’irruzione dell’ex-infanzia, vale a dire della vecchiaia, secondo un meccanismo di specchi capovolti che potenzia quella peculiarità tutta magrelliana di trasformare constatazioni e scene di realtà in percorsi onirici, stranianti e sempre inattesi, ma sempre anche capaci di generare nei lettori illuminazioni e inquietudini.

(di Alberto Bertoni)

Breve biografia: Valerio Magrelli (nato a Roma nel 1957) è un poeta italiano che, nel corso della sua carriera, ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Letteratura francese presso l’Università Roma Tre, affiancando all’insegnamento un’intensa attività di scrittore e traduttore. Il suo esordio poetico è avvenuto nel 1980 con Ora serrata retinae (Feltrinelli 1980), a cui sono seguite numerose raccolte poi confluite in importanti volumi antologici per Einaudi. Parallelamente alla poesia, ha prodotto significativi lavori critici su autori come Joubert, Valéry e Baudelaire, e ha diretto la prestigiosa collana “Scrittori tradotti da scrittori”. Nella prosa, ha esplorato temi eterogenei in opere come Geologia di un padre (Einaudi 2013) e Sopruso: istruzioni per l’uso (Einaudi 2019). Magrelli ha pubblicato, sempre per Einaudi, anche tre raccolte di poesie: Il sangue amaro (2014), Le cavie (2018) ed Exfanzia (2022). Per la sua produzione poetica, l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha assegnato il Premio Feltrinelli nel 2002. Infine, ha collaborato costantemente con “La Repubblica” e ha curato diverse rubriche culturali.

Link Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli