Anno di vittoria: 15ª Edizione 1971
Categoria di Vittoria: Racconto
Titolo dell’opera vincitrice: L’alone grigio
Motivazione: Il racconto di Anna Maria Ortese, L’alone grigio, appartenente al volume dello stesso titolo, edito da Vallecchi, ha riproposto all’attenzione della giuria la personalità di una scrittrice affermata e famosa. Basti ricordare che al volume di racconti Il mare non bagna Napoli andò, nel 1953, il Premio Viareggio, e che al romanzo Poveri e semplici è stato assegnato il Premio Strega nel 1967. Ma l’unico fatto che conta, ai fini del nostro premio, è che l’Ortese si sia dimostrata ancora una volta pienamente all’altezza delle sue referenze. L’alone grigio, in pochissime pagine e nei termini di un realismo magico e carico di suspense e dal quale è esclusa ogni cifra di gioco letterario, espone l’approssimarsi della fine del mondo. Ma tutto, pur nell’immensità del cataclisma, avviene nei modi più naturali e potremmo dire più attesi. I morti tornano dalle loro dimore, e nella casa della protagonista il padre e la madre vengono a riprendere, con molta semplicità, il loro posto. L’umanità, sul punto della grande fine, non è sgomenta perché è sollevata finalmente dalla legge più dura che sia stata imposta all’uomo e agli esseri creati: l’impossibilità che il passato ritorni.
(di Luigi Baldacci)
Breve biografia: Anna Maria Ortese (nata a Roma il 13 giugno 1914 e morta a Rapallo il 9 giugno 1998) è stata una delle più importanti scrittrici italiane del Novecento. Ha esordito negli anni Quaranta con racconti pubblicati su riviste letterarie, affermandosi grazie a uno stile poetico, visionario e al tempo stesso realistico. Tra i titoli più rappresentativi si ricordano Il mare non bagna Napoli (Einaudi 1953), raccolta di racconti vincitrice del Premio Viareggio, L’iguana (Vallecchi 1965) e Il porto di Toledo (Rizzoli 1975). Nel 1967 ha ricevuto il Premio Strega per il romanzo Poveri e semplici, confermando la sua posizione di rilievo nella narrativa italiana contemporanea. La sua scrittura esplora temi come la solitudine, l’inquietudine interiore, la marginalità sociale e il senso di estraneità alla realtà quotidiana, con uno stile lirico e denso di immagini suggestive. Alcune sue opere hanno ispirato trasposizioni teatrali e cinematografiche, e la sua narrativa è apprezzata per la capacità di coniugare introspezione psicologica e denuncia sociale. Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti, tra cui il Premio Bagutta e il Premio Napoli, consolidando la sua posizione come figura di riferimento della letteratura italiana.
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