Anno di Vittoria: 20ª edizione 1976
Categoria di vittoria: Poesia
Titolo dell’opera vincitrice: La discesa al trono
Motivazione: Accanto a Risi, Erba, Giudici e (più giovane) Raboni, Bartolo Cattafi è tra i poeti della sua generazione quello che più ostinatamente crede a una serietà della poesia. Se il disagio degli altri, la malinconia o addirittura la disperazione sono dissimulati da metafore ironiche o magari calati in una dissacrata autobiografia, Cattafi non rinuncia alla dimensione tragica. […] La poesia di Cattati ha acquisito questa consapevolezza: la coscienza di un rischio che val la pena di tentare: sostituire all’ironia e al gioco il cinismo, se è necessario; ma non chiedere più né complicità né sorriso. La sua poesia ha qualcosa delle combustioni di Burri o delle disperate solitudini di Bacon. Figurativa e insieme informale, ha un’evidenza che investe l’occhio, più che il dominio della parola scritta. Vogliamo dire che il suo leopardismo (cioè il rifiuto di ogni pur minima concessione) non ha mai niente, come nel possibile sublime modello, di deduttivo o di riflessivo. È un’immagine secca, un fotogramma fissato oppure ossessivamente ripetuto […] Cattafi quando è più vero, cioè quasi sempre, tralascia nel suo linguaggio ogni relazione analogica per attenersi alle pure, evidenti metafore; donde la sua perfino sconcertante chiarezza, che riflette il suo bisogno di comunicare, sia pure l’ineluttabilità della tragedia: l’uomo come il moscerino nella sua provvisorietà minacciata. Un altro pittore a cui fa pensare Cattafi è Cremonini, con la sua chiarezza calcinata: ciò che Cattafi chiama il «fondo roccioso / aspro inebriante della disperazione». E questa esperienza totale del nulla è finalmente la discesa al trono; a suo modo una prise de pouvoir, l’unica che sia consentita all’uomo giusto nel nostro tempo sbagliato.
(di Luigi Baldacci)
Breve biografia: Bartolo Cattafi (nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 6 luglio 1922 e morto a Milano il 13 marzo 1979) è stato un poeta italiano tra i più originali del secondo Novecento. Ha compiuto numerosi viaggi in Europa e in Africa che hanno alimentato la sua ispirazione, come testimonia la raccolta Partenza da Greenwich del 1955. La sua poesia ha presentato toni epigrammatici e un linguaggio essenziale, ricorrendo spesso alle immagini del vuoto e della solitudine per esprimere l’esperienza della sua generazione durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale. Nel 1964 ha pubblicato L’osso, l’anima e ha ottenuto il Premio Chianciano, mentre ha vinto anche il Premio Mondello nel 1975 e il Premio Ceppo nel 1976. È stato definito da Carmelo Aliberti una delle voci più promettenti del suo tempo. Nel 1990 è uscita un’antologia nella collana Lo Specchio (Mondadori) e nel 2019 è stata pubblicata l’opera completa Tutte le poesie (Le Lettere) a cura di Diego Bertelli.
Link Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Bartolo_Cattafi