6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Beatrice Solinas Donghi

Anno di vittoria: 3ª Edizione 1959

Categoria di Vittoria: Racconto

Titolo dell’opera vincitrice: L’estate della menzogna, Feltrinelli, Milano 1959 https://www.lafeltrinelli.it/estate-della-menzogna-libri-vintage-beatrice-solinas-donghi/e/5000000258987?srsltid=AfmBOoqyFb_o4FWVUbmWfdOeDxhigHouDQwecTtwse7DKzn1jLP95jC7

Motivazione: La voce della Solinas Donghi come narratrice è morbida, pacata, vicina alle cose che sembra sfiorare per quell’acuto senso del loro puro esistere, del loro normale esistere, vicina ai fatti che si svolgono con una loro stupefatta, pacata realtà, ma che nascondono dentro di sé il morso del lupo […] spesso il bene è costretto a vivere nell’assurdo del male, che il bene è un «positivo» non sviluppato dalla vita, la quale spesso ama mettersi sotto gli occhi l’immagine al negativo di se stessa, un’immagine dove al posto del cielo c’è un’ombra nera, e al posto del personaggio amato un fantastico lemure bianchiccio. I rapporti tra Clelia e Lina, le due sorelle che vivono questa straordinaria, ma d’altronde, nei fatti, ordinarissima estate della menzogna, costituiscono un vero continuo repéchage di una verità che non riesce a farsi luce, per una sorta di tic malefico che ogni volta lo ricaccia indietro quando pare sul punto di farcela, in mezzo alle nebbie morbide della menzogna. Ma è appunto per questo viluppo sottile della menzogna, che la verità e la lealtà vengono ritenute beni insopprimibili, e commuovono il personaggio che dice io mostrandolo come una filigrana messa controluce. Quel misterioso sottile incanto che promana dalle cose è avvelenato da questo sentore della menzogna: non c’è indipendenza, anzi v’è una interdipendenza tanto sottilmente stretta, e talora quasi perfida, tra un carattere e l’altro, tra una cosa e l’altra che sembrano vivere invece di per sé, da darci ancor più vivo il bisogno di dipanare il gomitolo di questa lotta, di questo intrigo, di questa connivenza, fino alla fine. Per uno scrittore è un bel risultato; per uno scrittore agli inizi, diremmo straordinario.

(di Piero Bigongiari)

Breve biografia: Beatrice Solinas Donghi (nata a Serra Riccò il 29 marzo 1923 e morta a Genova il 23 ottobre 2015) è stata una scrittrice e saggista italiana. La sua prima pubblicazione risale al 1959 L’estate della menzogna (Feltrinelli 1959) affermandosi per la capacità di esplorare con delicatezza i temi dell’infanzia, della memoria e delle relazioni familiari. Successivamente ha pubblicato Natale non mio (Feltrinelli 1961) e L’uomo fedele (Rizzoli 1965), consolidando uno stile attento alla psicologia dei personaggi con particolare attenzione alla narrazione dei gesti quotidiani. Nel 1976 ha pubblicato il saggio critico La fiaba come racconto (Marsilio 1976), contribuendo alla riflessione sulla letteratura infantile. Viene ricordata per la sua scrittura, raffinata e curata nei dettagli.

Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Beatrice_Solinas_Donghi