6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Franco Buffoni

Anno di Vittoria: 59ª edizione 2015

Categoria di Vittoria: Selezione Poesia

Titolo dell’opera vincitrice: Jucci, Mondadori, Mondadori 2015 https://www.mondadori.it/libri/jucci-franco-buffoni/

Motivazione: Franco Buffoni vince il Premio Ceppo Selezione poesia con Jucci per l’intreccio, riuscito alla perfezione, dell’Amore e della Morte, tra le linee dominanti in tutta la poesia occidentale: un intreccio illuminato dalla grazia di una scrittura poetica a un tempo morbida e esatta, colloquiale ma protesa sempre a improvvise accensioni metafisiche, fondata su un’esperienza anche microfisica del quotidiano e consapevole di come – in armonia magari col biblico Cantico dei Cantici – “ci si può allontanare dalla fonte”. Il pregio maggiore del libro, di rara compattezza strutturale, così da far pensare a un vero e proprio romanzo in versi, risiede non tanto nella capacità di tratteggiare il Bildungsroman di due persone in formazione (esistenziale, sensoriale, psicologica), quanto proprio nella capacità della parola poetica di render concreto questo autentico processo conoscitivo. Il tema del libro è paradossale, perché – pur prodotto da un autore che da tempo ha fatto coming out della propria omosessualità, eleggendola non di rado a topos della sua scrittura – rappresenta l’amore giovanile (ma sviluppato in tutte le fasi e le dimensioni possibili) dell’Io narrante per un soggetto femminile, troppo presto scomparso. Il nome di Proust, qui, può essere pronunciato con piena convinzione ed essere anzi eletto a modello di costruzione dell’esperienza, fra percezioni profonde che producono epifanie sensoriali non meno che intellettuali (e alla fine etiche), “geometrie analitiche” del sentimento o le mirabili arti “della respirazione trattenuta”. È sempre un grande sollievo, quando si rileva lo stato di grazia di un poeta: se ne illumina la sua storia autoriale, certo, ma ne traggono grande giovamento anche la lingua, la sensibilità, la cognizione del mondo che appartengono alla comunità – non importa se piccola o grande – dei suoi lettori. Dopo quarant’anni di scrittura in versi (cui si è aggiunto da sempre un esimio lavoro di traduttore, soprattutto dall’inglese e dal francese), Franco Buffoni – lombardo trasferito da anni a Roma, classe 1948 – è pervenuto al suo capolavoro, che il Ceppo intende riconoscere e premiare.

(di Alberto Bertoni)

Breve biografia: Franco Buffoni (nato a Gallarate, il 3 marzo 1948) è un poeta, traduttore e accademico italiano, considerato una delle voci più rilevanti della poesia contemporanea italiana. Si è laureato in Lingue e letterature straniere all’Università Bocconi di Milano e ha intrapreso una lunga carriera accademica come docente di letteratura inglese e comparata. Nel corso della sua attività ha affiancato alla poesia il lavoro di traduttore e studioso, traducendo autori come John Keats, Oscar Wilde e Seamus Heaney. Dal 1989 dirige la rivista “Testo a fronte”, dedicata alla teoria e pratica della traduzione poetica, e dal 1991 cura i “Quaderni italiani di poesia contemporanea”. Tra le opere principali si ricordano Suora Carmelitana (Guanda 1997), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Guerra (Mondadori 2005), Roma (Guanda 2009), Jucci (Mondadori 2015) e La linea del cielo (Garzanti 2018). Ha pubblicato anche docu-fiction e racconti, tra cui Più luce, padre (Sossella 2006), Zamel (Marcos y Marcos 2009) e La casa di via Palestro (Marcos y Marcos 2014). Nel 2015 ha vinto il Premio Viareggio per la poesia con Jucci. La sua scrittura si caratterizza per una forte componente autobiografica e per l’attenzione a temi civili, identitari e linguistici, con un intreccio tra esperienza personale, riflessione culturale e impegno contemporaneo.

Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Buffoni