6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Nicolaj Lilin

Anno di Vittoria: 58ª edizione 2014

Categoria di Vittoria: Racconto e Selezione Racconto

Titolo dell’opera vincitrice: Storie sulla pelle, Einaudi, Torino 2012 https://www.einaudi.it/catalogo-libri/senza-materia/storie-sulla-pelle-nicolai-lilin-9788806214142/

Motivazione: Lilin ha fatto della forma breve la sua firma, creando una sorta di costellazione di storie che hanno come fattore unificante lo stupore della leggenda e la consistenza del reale. La sua scrittura si finge strumento di trasmissione di una tradizione legata all’oralità e alla pratica dei riti di iniziazione, passati come eredità intellettuale e antropologica di generazione in generazione all’interno di una micro-società, a metà tra il mito e la storia, fatta di linguaggi codificati e di simboli connotati essi stessi da un forte carattere narrativo.In questa raccolta di racconti – come tra l’altro accade in tutta l’opera sinora conosciuta dell’autore, anche quando è iscritta sotto la denominazione di “romanzo” – è presente il gusto per il racconto ancestrale, pre-televisivo e pre-internettiano, quasi una forma di confessione, emanazione di un’esistenza che va al di là dell’autobiografismo, includendo la memoria tramandata, la vita come raccolta e rimescolamento di esperienze proprie e altrui.
Sin dal primo racconto, Il marchio dei criminali onesti, che la Giuria letteraria ha ritenuto il migliore della raccolta, in un clima alla Stand by me si apre il percorso conoscitivo di Kolima, nella straordinaria tensione che è propria della sorpresa e della scoperta; ma al racconto dei primi avventati esperimenti del ragazzo si intersecano altre storie fitte di echi allegorici, quasi degli exempla, a conferma del carattere non autoreferenziale delle prove letterarie di Lilin. Così, nell’apprendistato del giovane tatuatore Kolima, attraverso la costruzione di un vero e proprio apparato iconografico stampato sulla pelle dei suoi santi-criminali in cui ciascuno ha la propria insegna, si riconosce il clima della bottega dell’artista: come un moderno Giotto, o come un Michelangelo, mostra il suo talento e viene accolto sotto la rude ma necessaria ala protettiva del maestro. Intorno a questo perno girano decine di vicende in tutto il libro, ma in questo racconto il procedimento viene reso esplicito a livello metanarrativo: ogni storia ha un’altra storia dentro, in un meccanismo a scatola cinese o a matrioska, e ogni racconto mostra un’umanità diversa ma sempre marchiata profondamente dalla volontà di esistere in una continua affabulazione.

(di Ignazio Tarantino)

Breve biografia: Nicolai Lilin, pseudonimo di Nikolaj Veržbickij e in russo Николай Юрьевич Вержбицкий (nato a Bender il 12 febbraio 1980), è uno scrittore russo naturalizzato italiano. Nato nell’allora RSS Moldava (una delle repubbliche costitutive dell’Unione Sovietica), si è trasferito in Italia nel 2004, dove ha poi acquisito la cittadinanza. Il suo esordio letterario è avvenuto con Educazione siberiana (Einaudi 2009), romanzo scritto in italiano e ispirato, secondo l’autore, alla propria infanzia in una comunità criminale di origine siberiana; il libro ha avuto grande successo ed è stato adattato nel 2013 in un film diretto da Gabriele Salvatores.
Tra le opere principali, riportate nelle fonti ufficiali, si ricordano Caduta libera (Einaudi 2010), Il respiro del buio (Einaudi 2011), Storie sulla pelle (Einaudi 2012), Il serpente di Dio (Einaudi 2014), Un tappeto di boschi selvaggi (Rizzoli 2015), Spy story love story (Einaudi 2016) e Favole fuorilegge (Einaudi 2017). La sua produzione, scritta in lingua italiana, affronta spesso temi legati alla violenza, all’identità e alle tradizioni criminali, mescolando elementi autobiografici e narrativi.

Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolai_Lilin