6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Enard Cristofanini Janeczek Terzaghi

Paola Lucarini Poggi

Anno di Vittoria: 28ª Edizione 1984

Categoria di vittoria: Poesia

Titolo dell’opera: Dei fuochi la nave ardente, Hellas, Torino 1983

Motivazione: Mario Luzi ha individuato da par suo in questi versi «il rischio e il fascino che sono nell’avventura del linguaggio della poesia», «quel combattimento tra il tutto e il nulla, tra l’esuberanza trascendentale del significato e l’insignificanza, che si sviluppa e si consuma all’interno delle parole della poesia». L’espressione lirica di Paola Lucarini è infatti caratterizzata da una intensa tensione volta a dissigillare e poi a ricostruire l’unità misteriosa della parola poetica. Il suo discorso lirico va al di là del materiale di vita che reca in sé (sensazioni, sentimenti, emozioni, incontri, paesaggi) e si fa di continuo concentrico alla ricerca di sintesi tra vita e poesia, e del nascosto splendore che si rivela in quel rapporto. Da ciò la felice essenzialità, la intima e coerente necessità di questi versi che non indulgono mai all’aneddotico o all’effusione emotiva, e tendono invece a cogliere i momenti cangianti e tuttavia immutabili dell’universalità del vivere nella coscienza della poesia. «Se l’uomo non si fa vero / non entra nel vero, / se non si fa cielo / non entra nel cielo della vita» dicono alcuni suoi versi che appaiono emblematici, in quanto in essi è dato di cogliere con chiarezza la nota fondamentale di tutta la raccolta. Nella semplicità e naturale musicalità della scrittura poetica, nell’assenza di ogni virtuosismo verbale esibito, Paola Lucarini offre un esempio di estremismo o esclusivismo nella fedeltà alle ragioni segrete e irrinunciabili del dire poetico, che ben la contraddistinguono nel panorama attuale della nostra poesia.

(di Geno Pampaloni)

Breve biografia: Paola Lucarini Poggi (nata ad Ancona nel 1942 e morta il 3 marzo 2024) ha collaborato come saggista a varie riviste letterarie. Ha dato voce nel teatro a poetesse come Silvia Plath, Marina Cvetaeva, Luisa Giaconi, Antonia Pozzi e Danielle Sarrera. Ha drammatizzato Il pozzo, la rocca (Edizioni Cantagalli 1996) e ha tradotto Antologia di poesie coreane del Novecento (Hellas 1990). Ha vinto il Premio Ultimo Novecento a Pisa nel 1996 e il Premio Ceppo per la Poesia nel 1983. Ha pubblicato raccolte poetiche come Seme di ulivo (Città di Vita 1981), Dal rogo al melograno (Hellas 1989) e La casa dei quattro venti (NCE 1994).