6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Pier Antonio Quarantotti Gambini

Anno di vittoria: 8ª Edizione 1964

Categoria di vittoria: Racconto

Titolo dell’opera: La Lettera

Motivazione: Quarantotti Gambini pare ritrovare il valore di contrappunto segreto, continuo e insistente che è proprio del «fugato» di questo scrittore. Egli rallenta il ritmo per ridurre l’avvenimento alla sua filigrana ritmica: dove l’avvenimento tocca nella memoria la sua qualifica di puro evento dei sentimenti, dove cioè l’avvenimento si confonde non, proustianamente, col «temps perdu», bensì con una partecipazione umana soverchiante: cioè dove l’avvenimento è un modo, difficile, ambiguo anche, se si vuole, dell’anima. E pare l’anima divenire avvenimento, piuttosto che viceversa. Per questo il «discanto» di questo scrittore si è cimentato vittoriosamente con l’anima dell’adolescenza, i turbamenti della prima giovinezza, la scoperta difficoltosa, colpevole e incolpevole insieme, dell’amore. Anche La lettera appartiene a questo midollo più occulto dell’arte di un tal narratore. Il racconto, evidentemente, fa parte di un work in progress.
I personaggi di Paolo e di Norma noi li abbiamo colti in un’ora precedente della loro vita, appunto ne Le trincee del ‘42: qui li ritroviamo, di poco cresciuti, con un incanto particolare. Lo scrittore ha sentito di dover portare avanti un’esperienza delicata di vita. Qui ne abbiamo il secondo capitolo; e noi ci auguriamo che questo nostro consenso lo stimoli a proseguire in un’opera così stupendamente, così delicatamente iniziata. Capodistria e il paesaggio istriano sono il paese dell’anima dell’amico Quarantotti Gambini; diviene il paese dell’anima di ognuno che legga queste pagine. Se Svevo […] è il Manzoni di questa nostra narrativa triestina a sfondo centro-europeo, Quarantotti Gambini è, di questa narrativa introspettiva, il nostro attuale Nievo.

(di Piero Bigongiari)

Breve biografia: Pier Antonio Quarantotti Gambini (nato a Pisino d’Istria nel 1910 e morto a Venezia nel 1965) è stato uno degli scrittori più significativi nel Novecento italiano. Durante la sua carriera ha svolto diverse occupazioni, sia come bibliotecario e come giornalista presso il quotidiano La Stampa. Ha esordito nel 1932 con la raccolta di racconti I nostri simili (Solaria 1932), suscitando così l’interesse di Eugenio Montale. Tra i suoi libri principali ha pubblicato La rosa rossa (Treves 1937), L’onda dell’incrociatore (Einaudi 1947-1962), La calda vita (Einaudi, 1958), un’opera, quest’ultima, tra le più ambiziose e controverse dell’autore. Gambini ha vinto il Premio Ceppo nel 1962 per il suo racconto La Lettera e nel 1964 il premio Puccini-Senigallia. Nello stesso anno è stato eletto presidente dell’Associazione degli scrittori veneti. La sua ultima opera uscita in vita è stata il canzoniere Racconto d’amore (Mondadori 1965).

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