6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Francesco Guccini al Premio Ceppo

Renzo Barsacchi

Anno di Vittoria: 30ª Edizione 1986

Categoria di vittoria: Poesia

Titolo dell’opera: Marinaio di Dio, Nardini Editore, Firenze 1985

Motivazione: Renzo Barsacchi prosegue da molti anni un suo discorso poetico, paziente e solitario, apertamente religioso, via via tormentato e rasserenato dalla fede. Ciò che anima intimamente le sue parole è il sentimento che fede e poesia siano un’unità inscindibile, un incontro misteriosamente congiunto e provvidenziale. L’umiltà costiana («Nostro è soltanto il nulla che porta il suo nome», il nome di Dio, dice un suo verso) è dunque la sua chiave di ricerca, «per formar la parola che incrina il silenzio del cielo». «Sono povere poesie» egli scrive in una bellissima lettera a Mario Luzi, che qui appare come prefazione, «sono semplici come l’acqua che scorre tra sponde disadorne, ma che la pretesa di giungere ugualmente al mare». Il mare è Dio. Ma, ci ricorda il poeta, «anche il mare di Dio comporta rischi». «Anche la fede (che pensai bastasse) è un pozzo a dismisura della fede». Così l’aspirazione del cristiano e «eternamente asperare l’eterno», la speranza è «una tenebra che dia luce», «essere nel morire»; la certezza è l’amore folle di Dio, «di Dio che disseta di brina le pietre», e se il poeta «marinaio di Dio» naviga su una barca priva di remi e di timone, e prega: «portami alla deriva / nel gorgo del tuo amore», ciò è perché a Dio egli una volta per tutte si è arreso. Poesie «ferme e toccanti» ha definito Luzi quelle di Barsacchi. Sono poesie senza enfasi, alte e sommesse ad un tempo, ove anche l’ardore mistico è controllato da un linguaggio di quieta, raccolta, meditativa nobiltà quotidiana. Proprio una simile, profonda, «arresa persuasione religiosa della poesia è la nota originale, appunto ferma e toccante» di questa raccolta.

(di Geno Pampaloni).

Breve biografia: Renzo Barsacchi (nato a Castagneto Carducci nel 1924 e morto a Donoratico nel 1996) è stato un poeta e una delle voci più valide nel panorama della poesia italiana. Ha pubblicato numerose opere, alcune delle quali sono apparse su antologie e riviste. L’esordio è avvenuto nel 1966 con la pubblicazione Il cuore della sera (Rebellato 1966). Successivamente, ha pubblicato La lunga verità (Rebellato 1970), Fino al piede dell’Angelo (Quartomondo 1972), Dammi la sete (Città di Vita 1973), I calmi crocefissi (Laboratorio delle Arti 1973) e Questo grumo di fede (L’Airone 1975). Renzo Barzacchi descrive nei suoi componimenti una continua ricerca dell’assoluto e del colloquio con Dio, in particolare nelle opere che ha pubblicate successivamente come E Dio come futuro (Libreria Editrice Vaticana 1976), Marinaio di Dio (Nardini 1985), col quale ha vinto il Premio Ceppo, Il sole della quaresima (IPL 1989) e Pur che l’alba nasca (Edizioni Masso delle Fate 1996).