Anno di Vittoria: 26ª Edizione 1982 e 58ª Edizione 2014
Categoria di Vittoria: Poesia 1982 e Infanzia e Adolescenza 2014
Titolo dell’opera vincitrice: Il sonno di Genova, Tosadori, Brescia 1981 e Il capitano del mio mare, Salani, Milano 2012 https://www.salani.it/libri/il-capitano-del-mio-mare-9788862568517; L’incoronazione degli uccelli nel giardino, Salani, Milano 2010 https://www.salani.it/libri/lincoronazione-degli-uccelli-nel-giardino-9788862561860
Motivazione 26ª Edizione 1982: Il sonno di Genova di Roberto Mussapi è un’opera giovanile, ma non un’opera inesperta. D’altronde la gioventù, per la poesia, è una grazia connaturata: scrivere poesia è un atto di gioventù. E questa di Mussapi è anche un’opera che nasconde qualcosa… Quando poi, come questa di Mussapi, non nasconde la propria gioventù, che cosa può nascondere se non il segreto stesso da cui la poesia nasce come relazione? Ci pare che, più del fiabesco, che pure è un momento radicale, quasi anderseniano, di questa giovane poesia, a funzionare sia il momento sorpreso e sorprendente della favola intesa come favella – come fabella, che è diminutivo di fabula –, cioè come il momento mutevole e originario del suo fari, quasi favilla, scintilla del dire tout court: sia insomma il racconto della mutevolezza dell’essere inteso come impulso verso la propria apparenza esistenziale: e in questo senso è un essere dicente, non un essere sedicente sotto la maschera. Il darsi diremmo sbucciante dell’immagine è in questo proporsi nella propria impossibile assolutezza. Le qualità sorprendentemente metamorfiche di questa immaginazione sono date appunto da questo iniziale, e insostenibile momento visionario verso la drammaticità accettata, quando non occulta, ma largamente asserita del visibile come esistibile: se l’esistibile è, in quanto tale, il luogo originario e insieme ideale, dell’esibizione del proprio essere: se l’essere ha, come momento necessario della propria essenza, il suo apparire, il suo, direbbero i latini, parere: nel drammatico ciò che è, è l’essere, talora mascherato, o déguisé, la sua bouffonnerie per spaventare meno se stesso che gli altri.
(di Piero Bigongiari)
Motivazione 58ª Edizione 2014: Per essersi preso cura dei giovani lettori accompagnandoli con i suoi libri “in una nuova esplorazione del mondo, una nuova avventura, un viaggio”, come scrive nella Ceppo Ragazzi Lecture, composta appositamente per questa occasione. A partire dai propri ricordi personali di bambino-lettore, catturato dall’incanto delle storie di mare e di avventura, Mussapi racconta, attraverso il suo costante rapporto con i libri, come è arrivato alla decisione matura di divenire poeta e scrittore, e di dedicarsi a raccontare, in versi e in prosa, le visioni sottese alla realtà che ci circonda, perché “liberandoci dai condizionamenti sociali e culturali, noi possiamo scoprire un essere che avevamo perduto.
Breve biografia: Roberto Mussapi (nato a Cuneo il 7 agosto 1952) è un poeta, scrittore e traduttore italiano. Dopo gli studi universitari, ha sviluppato un’intensa attività letteraria affiancata alla traduzione di importanti autori della tradizione anglosassone. La sua formazione e il suo percorso creativo sono profondamente legati al dialogo con la grande poesia europea e alla dimensione del mito e del sacro. Tra i titoli più rappresentativi si ricordano I dodici mesi (Guanda 1979), Luce frontale (Garzanti 1987) e Il centro e l’orizzonte (Jaca Book 1985), raccolte poetiche in cui si sviluppa una scrittura ricca di suggestioni simboliche e visionarie. Accanto alla poesia, ha pubblicato anche testi teatrali e opere in prosa, contribuendo a un percorso artistico articolato e coerente.
Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Mussapi