Anno di vittoria: 18ª edizione 1974
Categoria di Vittoria: Poesia
Motivazione: Corpo e cosmo di Ramat accoglie nove anni di lavoro, che sono tanti comunque e sono moltissimi nella vita di un poeta giovane: l’autore è nato nel 1939. Ramat parte da un’esperienza fiorentina, che è come dire si rifà al nucleo generativo più ricco della poesia italiana del Novecento. Da Le feste di una città, a Lo specchio dell’afa, a Gli sproni ardenti, il discorso è stato di una esemplare coerenza di scavo; ed è questa coerenza che ancora una volta ha colpito l’attenzione della giuria. Anche Corpo e cosmo potrà essere considerato un poemetto, alla maniera stessa che tale si può considerare l’opera prima di Ramat, Le feste di una città. Solo che oggi il poemetto non nasce tanto o soltanto dalla concatenazione delle occasioni, ma da una chiave musicale, da un tono lessicale che sposta il lavoro del poeta dall’occasione alla parola. Esemplare in tal senso l’epigrafe di Hofmannsthal apposta sulla prima pagina: «La gente cerca volentieri dietro una poesia ciò che essa chiama il “vero senso”. Come le scimmie, che così cacciano le mani dietro uno specchio, quasi là ci fosse un corpo da afferrare». Ma la verità di parola non esclude, anzi s’identifica con la verità esistenziale. Si veda questa immagine del padre, recuperata nello spazio e nel tempo [in Verso l’alba, l’immagine del moto]: «Vetri mossi, / le mani di mio padre lungo il fianco / della bottiglia, incerte, si materiano di vetro / perdendone la presa. / Ma l’impressione resta / del moto, suscitato e fatto quieto / nella virtù che acquista figurandolo / la memoria assetata. Verso l’alba / l’immagine del moto. Ferma, eterna».
(di Luigi Baldacci)
Breve biografia: Silvio Ramat (nato a Firenze il 2 ottobre 1939) è stato un critico letterario, saggista e poeta italiano. Fiorentino di nascita e di formazione, nel 1976 si è trasferito all’Università di Padova, dove è diventato docente di Letteratura italiana contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. La sua attività critica si è concentrata in particolare sullo studio delle principali correnti e dei maggiori autori della poesia del Novecento, ambito al quale ha contribuito con il saggio L’ermetismo (La Nuova Italia Editrice 1969), cui hanno fatto seguito ulteriori studi dedicati alla poesia del XX secolo. L’esordio poetico è avvenuto nel 1959, con la pubblicazione della raccolta Le feste di una città (Quartiere), testo fondamentale per comprendere la sua visione poetica e punto d’avvio della produzione successiva, che ha incluso, tra le altre opere, Gli sproni ardenti (Arnoldo Mondadori Editore 1964) e Corpo e cosmo (Scheiwiller – All’Insegna del Pesce d’Oro 1973). Nel 1974 gli è stato conferito il Premio Ceppo e nel 1991 il Premio Dessì, entrambi assegnati per la sua produzione poetica, in particolare per l’opera Ventagli (Amadeus 1991).
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