Anno di Vittoria: 60ª edizione 2016
Categoria di Vittoria: Selezione Racconto
Titolo dell’opera vincitrice: Troppa importanza all’amore, Einaudi, Torino 2015 https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/troppa-importanza-allamore-valeria-parrella-9788806214074/
Motivazione: Valeria Parrella vince il 60° Premio Selezione Ceppo 2016 con il libro Troppa importanza all’amore (Einaudi 2015) perché si immerge nelle zone più segrete e disabitate della condizione umana e lo fa con l’unica parola in grado di compiere questa discesa a strapiombo: una parola carica di pathos e di sangue, ebbrezza, grido, ferita, una parola poetica. È una parola che sa andare a capo e ritrovarsi nella riga successiva, dopo avere incontrato il bianco della pagina. Imbevuta di mortalità e di rinascita, la scrittura della Parrella sembra percorsa dalla metamorfosi. In extremis trova una via ignota, una mutazione sorprendente. Riesce a dare senso, slancio e destino a ciò che pareva rinchiuso per sempre. Può essere un detenuto condannato all’eternità della pena, una donna non più giovane che si arrende al richiamo potente dell’amore, un marinaio che perde la moglie ma riscopre l’essenza di suo figlio. Oppure una ragazza che, nello stadio terminale della sua malattia, conta le gocce della flebo, una per una, finché diventano le gocce del mare e la gettano nel respiro di una visione assoluta.
E con questa ragazza, Livia, entriamo nel racconto più toccante del libro, L’ultima vita, che narra la sofferenza di una giovane donna ammalata di tumore. Ma non in ordine cronologico. Inizia dalla fine, con la sua cremazione e le sue ceneri collocate nell’urna. Ritorna agli anni trascorsi a Napoli, nel quartiere Sanità. E si conclude nell’ospedale di una Milano imbiancata di neve, quando il padre e soprattutto la madre (donna devota al Buddhismo) le stanno vicino nel momento supremo. Ma lei è sola. Sola e attraversata da un’energia cosmica che la conduce in terre e cieli sconosciuti. Le ultime pagine sono meravigliose e davvero finali, capaci di imprimere un suggello tragico e al tempo stesso vitale (la tragedia, a differenza del melodramma, è sempre intrisa di vita) che marchia a fuoco la nostra memoria e ci mostra il volto della grande letteratura.
(di Milo de Angelis)
Breve biografia: Valeria Parrella (nata a Torre del Greco il 1974) è una scrittrice, drammaturga e giornalista italiana. Dopo gli studi in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è specializzata come interprete della lingua dei segni italiana, lavorando presso l’Ente Nazionale Sordi di Napoli. Esordisce nel 2003 con la raccolta di racconti Mosca più balena (Minimum Fax 2003), con cui vince il Premio Campiello Opera Prima. Nel 2005 pubblica Per grazia ricevuta (Minimum Fax), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Renato Fucini. Nel 2008 esce il suo primo romanzo, Lo spazio bianco (Einaudi 2008), vincitore del Premio Letterario Basilicata e successivamente adattato in un film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra le opere successive si ricordano Ma quale amore (Rizzoli 2010), Lettera di dimissioni (Einaudi 2011), Tempo di imparare (Einaudi 2014), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (Einaudi 2017), Almarina (Einaudi 2019), Quel tipo di donna (HarperCollins 2020) e La Fortuna (Feltrinelli 2022). Accanto alla narrativa, ha scritto testi teatrali, libretti d’opera e racconti, collaborando con quotidiani e riviste come “La Repubblica”, “L’Espresso” e “Grazia”. La sua produzione è caratterizzata da un forte legame con Napoli e da un’attenzione ai temi sociali, alla maternità, all’identità e alle relazioni umane nella contemporaneità.
Link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Valeria_Parrella