6-10 maggio 2026 Pistoia Firenze Pescia
A cura dell'Accademia Internazionale del Ceppo APS
Enard Cristofanini Janeczek Terzaghi

70 Ceppo – 16 gennaio 2026 – Anna Banti – Omaggio di Matteo Moca

VENERDì 16 GENNAIO 2026 • ORE 17.30 • Pistoia • Libreria Lo Spazio. Anna Banti. Omaggio di Matteo Moca. Per il ciclo “5 racconti esemplari vincitori del Ceppo”, “TELA E CENERE” di ANNA BANTI.



VENERDÌ 16 GENNAIO 2026 • ORE 17.30
Pistoia • Libreria Lo Spazio, Via Curtatone e Montanara 20/22

Per il ciclo “5 racconti esemplari vincitori del Ceppo” “TELA E CENERE” di ANNA BANTI. Una lezione di MATTEO MOCA. Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio. Partecipano gli studenti del Liceo Petrocchi per il CEPPO RACCONTO PODCAST di Walter Tripi e gli studenti del Liceo Forteguerri per il CEPPO AD ALTA VOCE di Stella Paci. Diretta streaming sul canale Facebook Premioceppo.


LEZIONE SU ANNA BANTI DI MATTEO MOCA

Il Premio Internazionale Ceppo celebra i suoi 70 anni di attività con un ciclo di lezioni tenute dai membri della Giuria Letteraria da ottobre 2025 a febbraio 2026, da Goffredo Parise ad Annamaria Ortese. Per sottolineare l’importanza che riveste il più antico premio letterario italiano dedicato al racconto, prosegue il ciclo “Cinque racconti esemplari vincitori del Ceppo” con un “Omaggio a Anna Banti vincitrice del “Premio Ceppo Racconto 1974”.

Costretta a fare i conti con l’ombra del marito Roberto Longhi, critico d’arte e insuperato saggista, Anna Banti è l’autrice di un romanzo straordinario, Artemisia, in cui rintraccia nella vicenda di una donna coraggiosa del Seicento una storia di audacia e autonomia femminile, che risplende nell’arte della protagonista e nelle scelte di vita che ne fanno una compagna senza tempo.

Ma Anna Banti è stata anche una formidabile scrittrice di racconti, attività che l’ha accompagnata per tutta la sua vita, e il racconto Tela e cenere premiato col Ceppo nel 1974 rappresenta una delle narrazioni in cui le forme della sua opera (l’interesse per la pittura, la storia di donne dimenticate, una scrittura che replica i chiaroscuri di Caravaggio nella sua indagine psicologica) trovano un perfetto equilibrio, un diorama trascinante in cui ogni cosa si tinge di un significato ulteriore. Il capolavoro di Anna Banti verrà perciò contestualizzato in tutta la narrativa bantiana, fra storia dell’arte e storia del cinema, vista la sua passione per il cinema e il suo successo presso grandi registi come Mario Martone.

Secondo Matteo Moca, Tela e cenere è mosso dal desiderio di prolungare la vita di chi non c’è più, come annota la giovane badessa del monastero napoletano di Santa Chiara riassumendo, forse, il senso di un’intera opera: «Questa è vera religione, concludeva: restituire al genio dei morti il dovuto riconoscimento».

Nel 1974, il critico letterario e membro della Giuria Letteraria Luigi Baldacci scrisse nella motivazione che la Banti in questo racconto era riuscita a costruire “una galleria di personaggi che hanno tutti il suggello della più penetrante e visionaria invenzione bantiana: preti miserabili, povere donne, monache d’ospedale, dame illustri, badesse aristocratiche”.


ANNA BANTI (1895-1985) pseudonima di Lucia Lopresti, è una delle maggiori narratrici del Novecento. Insieme al marito, il critico d’arte Roberto Longhi, ha fondato e diretto “Paragone”. rivista di arti figurative e letteratura. Tra i suoi libri più significativi: Il coraggio delle donne (1940), Artemisia (1947), Le donne muoiono (1951, Premio Viareggio), Le mosche d’oro (1962), Noi credevamo (1967), Je vous écris d’un pays lointain (1971), La camicia bruciata (1973) e Un grido lacerante (1981). Recentemente la casa editrice Mondadori, dopo il “Meridiano” a lei dedicato con una scelta di romanzi e racconti, ha ripubblicato negli “Oscar” il volume di racconti Le donne muoiono.

MATTEO MOCA, giurato del Premio Ceppo, è nato a Popoli nel 1990. Ha studiato italianistica a Bologna e a Parigi e fa l’insegnante in provincia di Pistoia. Ha scritto il saggio “Un’esigenza di realtà. Anna Maria Ortese e la dipendenza dal fantastico” (LiberAria 2022) e si è occupato di Tommaso Landolfi, Georges Perec, Alberto Savinio e Antonio Delfini, e della convergenza tra letteratura, psicoanalisi e arti figurative. Collabora con «Tuttolibri della Stampa», «Il Foglio», «Il Tascabile» e «Blow Up». Il suo ultimo libro è “Una consunzione infinita” (Italo Svevo 2025) dedicato alla scrittrice Fleur Jaeggy”.