VENERDÌ 6 MARZO 2026 • ORE 17.30. Pistoia • Libreria Lo Spazio, Via Curtatone e Montanara 20/22. Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio. Partecipano gli studenti del Liceo Petrocchi per il CEPPO RACCONTO PODCAST di Walter Tripi. Interviene Filiberto Segatto, giurato del premio. Letture di Stella Paci per il Ceppo Ad alta voce. Diretta streaming sul canale Facebook Premioceppo.
SABATO 7 FEBBRAIO 2026 • ORE 10.00 . Pescia • Fondazione POMA Liberatutti, Piazza San Francesco. Introduce Paolo Fabrizio Iacuzzi, presidente del Premio con Alberto De Magistris e Filiberto Segatto, giurato del Premio.
Per il ciclo “3+3 racconti esemplari dei vincitori del Ceppo Biennale Racconto 2026”. “Piccoli equivoci senza importanza” di Antonio Tabucchi. Lezione di MARTA CRISTOFANINI, Premio Selezione Ceppo Racconto e Finalista al Ceppo 2026 con il libro “Selenide” (Racconti Edizioni 2025).
LEZIONE SU ANTONIO TABUCCHI DI MARTA CRISTOFANINI
Nell’incontro con la seconda finalista al Premio Ceppo Racconto 2026 (che nel frattempo ha vinto il Premio Bagutta Opera prima), sarà interessante approfondire cosa lega Antonio Tabucchi a Marta Cristofanini. Infatti, il racconto “Guarire il morso” verrà da lei messo in relazione con “Piccoli equivoci senza importanza” di Tabucchi.
In una mail inviata al presidente del Premio dichiara: “‘Piccoli equivoci senza importanza’ di Antonio Tabucchi, come molti altri dei suoi racconti, è per me un luminoso esempio di come le parole possano piegare lo spazio-tempo in curvature tremende e magnifiche, lavorando non ‘sulla’ nostalgia ma ‘con’ la nostalgia in quanto elemento cardinale della narrazione. Lo sguardo del narratore coglie non solo l’immediato e quasi illusorio attimo presente ma recupera (con un meccanismo molto simile a quello proustiano) i molteplici riflessi di un passato che si rivela così essere il reale protagonista della storia. Tabucchi ci consegna una sovrapposizione di vivide istantanee che scorrono velocissime, dove è la memoria a reclamare più vita e più autenticità del tempo presente, e dare voce a questa sincronia del molteplice come uno struggente, tenerissimo, atto d’amore.”
Al ritmo di un ciclo lunare, con un tratto ricchissimo di sfumature capace di evocare e suggerire intere galassie emotive, Marta Cristofanini ci racconta Luna attraverso le vite passate e future, possibili e impossibili, delle persone che per desiderio, caso o necessità le hanno gravitato attorno: la famiglia, costretta a contemplare i suoi enigmi e ad accettarne le conseguenze; le amiche d’infanzia, che ritualmente si ritrovano a ricordare il suo sottrarsi; le compagne d’università, che fugacemente ne hanno osservato la scia e lo scintillio, come di una cometa destinata a tornare solo in una prossima vita. In un momento storico di incessante e maldestra ostentazione dell’io, Selenide torna a scandagliare quello che Flannery O’Connor avrebbe chiamato il “mistero della personalità”, obbligando lettori e lettrici a cercarsi fuori, nella vita che siamo nella vita degli altri.
Marta Cristofanini è nata a Genova, da famiglia sarda. Appassionata di teatro e arti performative, “Selenide” (Racconti Edizioni) è il suo esordio, con il quale ha vinto uno dei premi Ceppo Selezione Racconto 2026, come scrive Giuseppe Zucco nella motivazione “per aver scritto un ambizioso progetto letterario, una costellazione di vite, un viaggio nel tempo, una storia di fantasmi, una tana piena di cunicoli segreti, dai cui molteplici ingressi sporge insistentemente il capo la nostalgia per la Luna, con una lingua che brulica di corpi e ribolle di materia”.